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Torna “Siena in Fiore” nei giardini della fontana di San Prospero |
Durante la mostra florovivaistica di Siena, dove Franco Veimaro ha portato una selezione delle sue piante, è emerso ancora una volta un aspetto che caratterizza il suo lavoro: la capacità di unire esperienza pratica e soluzioni tecniche semplici ma efficaci.
Tra queste, l’utilizzo dell’AcquaBase autoprodotta secondo il Metodo CercoSano è diventato negli anni un punto fermo nella preparazione dei trattamenti.
Un approccio operativo semplice e ripetibile
Franco ha confermato che, nella gestione quotidiana dei trattamenti, privilegia un metodo rapido e funzionale:
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scioglie il principio attivo in un contenitore da 2 litri,
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utilizza circa 1 litro di AcquaBase per ottenere una soluzione perfettamente omogenea,
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mescola energicamente fino al completo scioglimento,
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versa immediatamente il contenuto nell’atomizzatore da 400 litri,
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completa la preparazione con un totale di 10 litri di AcquaBase.
Il tempo che intercorre tra la preparazione e l’irrorazione non supera mai i 15 minuti.
Miscelazione rapida: una conferma tecnica importante
Secondo Franco:
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la miscelazione rapida è efficace quanto quella lenta,
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non si osservano precipitazioni del principio attivo,
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la soluzione rimane stabile anche con agitazioni brevi,
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l’effetto sul campo è “quello sperato da sempre”.
Questa osservazione è particolarmente rilevante perché conferma che la struttura dell’AcquaBase autoprodotta è sufficientemente coerente da informare l’acqua aggiunta quasi istantaneamente, senza necessità di protocolli complessi.
Perché funziona: la stabilità come valore agronomico
L’AcquaBase autoprodotta con il Metodo CercoSano si comporta come un veicolo tecnico capace di:
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migliorare la bagnabilità,
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favorire una distribuzione più uniforme,
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sostenere la solubilità dei principi attivi,
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ridurre il rischio di deriva,
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mantenere la miscela coerente nel tempo.
Per un vivaio come quello di Veimaro, dove i trattamenti devono essere efficaci, rapidi e ripetibili, questa stabilità rappresenta un vantaggio operativo concreto.
Un modello replicabile
L’esperienza di Franco Veimaro dimostra che:
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non servono protocolli complessi,
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la miscelazione veloce è sufficiente,
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la stabilità dell’acqua è il fattore determinante,
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il sistema è sostenibile anche su grandi volumi grazie alla diluizione 1:0,025.
È un approccio che unisce praticità, coerenza tecnica e risultati costanti, e che può essere replicato da altre aziende agricole che desiderano migliorare l’efficienza dei trattamenti senza complicare le procedure.
🔗 Riferimento tecnico
Scheda tecnica AcquaBase: https://www.cercosano.it/acquabase-di-torino/scheda-tecnica-acquabase/
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| LA SCHEDA TECNICA |
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